Salta al contenuto
Rss




Foto di Alessandro Vecchi (CC-BY-SA 2009) Sorta nel 1775 sui resti di un antico tempio sacro romanico intitolato ai SS. Pietro e Paolo, deve la sua struttura al progetto ideato e realizzato dall’arch. G. Castelli di Alessandria. Internamente presenta una sola grande navata distinta in 3 campate a piante curvilinea che, con un sapiente gioco di archi a cassettone posti su due slanciate colonne, contribuiscono a dar equilibrio al già sobrio stile barocco che domina in tutta la chiesa. Imponente e raffinato si erge l’Altare Maggiore con le sue linee eleganti ed i pregiati marmi.



L'antica Chiesa Parrocchiale, nello scorcio del secolo XVII, era riconosciuta ormai augusta per i bisogni della popolazione, per cui si pose mano, nell'anno 1669 (convocato del 26 maggio), alla preparazione del materiale occorrente per fabbricare una nuova chiesa, servendosi di una fornace (situata in un campo di proprietà Cantoni Cesare sulla strada Cilavegna/Mortara) sfruttata in precedenza per costruire la chiesa della Madonna del Santo Rosario. Due anni dopo si ottenne dal Vescovo di Pavia e dal Padre Priore di S. Pietro Martire il permesso di iniziare i lavori, sostenendo le spese anche con le elemosine fatte "alla miracolosa Vergine Maria al gesiolino della Calderina (Chiesa di S. Anna)".
I lavori subirono ben presto un lungo periodo di stasi per gli ostacoli che si pararono dinanzi tanto che, mentre la fabbrica si preoccupava di accaparrarsi lo spazio necessario per l'ampliamento, si teneva in uso ed in ordine la chiesa vecchia.
Periodicamente si riparava la copertura del tetto e si tinteggiava l'interno di essa. Agli altari antichi (1500) vennero ad aggiungersi l'altare di S. Giacinto in omaggio ai religiosi domenicani e l'altare delle S. Reliquie per custodire un cospicuo patrimonio sacro venuto in possesso della Parrocchia.
Si ripresero i lavori della fabbrica dando inizio all'erezione del campanile per mezzo di elemosine e del contributo di tutti i manuali del paese dai 18 anni compiuti.
Il 27 giugno 1729 si pose la prima pietra ed i lavori diretti dal capomastro Giuseppe Barbasso continuarono per tutto l'anno e in quello seguente, così che il 7 ottobre 1731 mancava soltanto la copertura e si decise di fare un cupolino in piombo.
Nel 1736 si costruì la nuova sacrestia dopo aver demolito quella costruita nel 1586 in ottemperanza agli ordini del visitatore Peruzzi.
Contemporaneamente si lavorava alla costruzione del coro in mezzo al quale fu fatto l'altare maggiore in marmo. La comunità contribuiva alle spese con le elemosine ed altre sovvenzioni erano date dalle imposte personali in ragione di "soldi 5 per boca".

Le spese del campanile e del coro assommavano a £. 30.000 e il prezzo dell'altare maggiore era di £. 1221, al cui pagamento il Comune contribuì per 1/3. I contributi personali furono portati a "soldi 10 a testa" per iniziare nel 1743 la facciata i cui lavori proseguirono negli anni seguenti.

L'ossatura della Chiesa nuova era ormai completa, ma ancora racchiudeva la vecchia officiata durante il tempo dei lavoro.

In questo stato la visitò il 14 maggio 1764 il Card. Carlo Fran. Durini, Vescovo di Pavia e trovò all'interno i seguenti altari: Altare Maggiore, della natività, di S. Giacinto, della Madonna dei Sette Dolori, delle S. Reliquie, del Suffragio e di San Martino, notando che la facciata era ancora allo stato rustico. Si provvide infatti a completarla nel 1766 con gli zoccoli in granito e l'intonaco della muratura, mentre, nell'interno la vecchia chiesa fu gradualmente demolita. L'anno 1769 si poteva così apporre al fianco della chiesa, una lapide conclusiva dei lavori.

Non mancavano che gli ultimi lavori di rifinitura.

Infatti, atterrando nel 1774 l'ultimo resto dell'antica chiesa, i >Cilavegnesi poterono finalmente compiacersi del nuovo pavimento e si preoccuparono che nessuno avesse a romperlo in avvenire per sepolture,facendo petizione al Vescovo nel 1782 affinché neppure la fossa dei Congregati del Suffragio avesse a rimanere nella Chiesa.

Nello stesso anno il pittore Stefano Bossi decorò la Cappella della S. Reliquie. I fedeli contribuirono, con offerte, all'acquisto dei banchi rendendo così possibile, per la solennità del S. Natale la benedizione della chiesa impartita dal Parroco Muzzani, Vicario Foraneo di Gambolò. Così veniva coronata l'opera di tanti lavoratori cilavegnesi rimasti oscuri eccetto quel Boniforti Amedeo che, nel 1769, si firmò con un'iscrizione in uno dei mattoni esterni.

I nostri Avi, nonostante il rammarico di veder scomparire l'antico tempio romanico, del quale noi avremmo desiderato la conservazione, si allietarono nel veder concretato il loro pio desiderio con l'attuazione del disegno dato dall'architetto Giuseppe Castelli di Alessandria.

Egli tracciò una grande navata le cui tre campate, a pianta curvilinea, danno un imponente gioco di masse, assecondando il sobrio barocco in cui é concepita.





Inizio Pagina Comune di CILAVEGNA (PV) - Sito Ufficiale
Largo Marconi, 3 - 27024 CILAVEGNA (PV) - Italy
Tel. (+39)0381.668011 - Fax (+39)0381.96392
Codice Fiscale: 00470780180 - Partita IVA: 00470780180
EMail: info@comune.cilavegna.pv.it
Posta Elettronica Certificata: comune.cilavegna.pv@legalmail.it
Web: http://www.comune.cilavegna.pv.it


|